IW3HLT - Associazione Radioamatori Italiani - Sezione A.r.i. "Cadore" - 3203

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ACCORDATORE HF A PI - GRECO
Essendo in possesso di un apparato sprovvisto di “transmatch” (accordatore), ho deciso di costruirlo. Per poter operare nelle varie bande, bisogna avere una buona antenna “accordata” nel senso che la stessa deve avere una impedenza e risonanza adatta alla frequenza sulla quale si vuole operare e per giungere a questo scopo e quindi far “vedere” i 50 Ohm al RTX, si necessità di un “Accordatore” evitando così di modificare la lunghezza dell’antenna o del pezzo di filo usato ogni qualvolta si cambia banda. L’accordatore presente su quasi tutti gli apparati di nuova concessione risolve in un attimo il problema ma, considerando che diversi apparati ancora in circolazione non sono dotati di tale strumento, lo si può benissimo costruire. Ho pertanto costruito un accordatore a “PI - GRECO”, ricavato da un articolo apparso su Radio Rivista del 2002. Il progetto non presenta grandi difficoltà e funziona egregiamente da 0 a 30 MHz. La sua configurazione a (Pi-Greco) è formata dalla bobina (un tubo in plastica del diametro di 5 cm, sul quale vengono avvolte 20 spire di filo di rame da 2,5 mm, la quale permette di “allungare” l’antenna e tramite il commutatore (1 via 11 posizioni) il quale a sua volta permette di scegliere il valore dell’induttanza adatta al tipo di antenna impiegata (verticale o dipolo). In teoria, l’accordatore dovrebbe essere posizionato il più vicino possibile all’antenna ma, non tutti possono avere tale privilegio e da prove effettuate dimostra di funzionare egregiamente anche da lontano. Passiamo dunque alla realizzazione pratica: Dopo aver reperito il materiale necessario ed aver avvolto attorno al tubo di plastica 20 spire di filo di rame da 2,5 mm per quanto attiene alla spaziatura tra le spire, non vi preoccupate lasciate pure la guaina di plastica attorno a filo avvolto sul tubo di plastica costituente la bobina che, successivamente verrà incisa per realizzare le prese che vanno al commutatore, fissato i due condensatori variabili al contenitore (a massa), (fare attenzione a che i due alberini non facciano contatto con il contenitore) fissato il commutatore 1 via 11 posizioni anch’esso isolato, si procede con la saldatura dei fili che dal commutatore vanno alle prese della bobina, sempre da 2,5 mm (ogni due spire) incidere la guaina con un taglierino fino al filo e saldare quello proveniente dal commutatore, il centrale del commutatore va saldato al polo caldo del condensatore CV2, di seguito viene riportato lo schema elettrico. Vediamo ora come eseguire la procedura di accordo. Dopo aver eseguito i collegamenti nell’ordine RTX, misuratore di onde stazionarie, accordatore ed antenna, si posizionano i due condensatori in senso antiorario a 0 ( e buona norma riportare a matita sulla manopola dei due condensatori i risultati degli accordi relativi alle bande al fine di avere in seguito un riferimento), la potenza del RTX dovrà essere regolata a 4 – 5 Watt, quindi con il commutatore (collegato alla bobina) si cercherà la posizione ottimale dove si potrà leggere un minor valore di onde stazionarie. Eseguita tale operazione, si potrà agire sui due condensatori al fine di abbassare ulteriormente tale risultato. Trovato il valore di onde stazionarie più basso, a questo punto possiamo aumentare la potenza del RTX senza paura. Qualora le eventuali prove vengano fatte con il contenitore aperto, fare attenzione a non toccare i vari componenti in quanto utilizzando potenze elevate la radio frequenza potrebbe generare scariche elettriche non tanto piacevoli.
Buon divertimento da IW3HLT Gianni
COMPONENTI:
2 - Condensatori variabili da 250 PF
2 – PL259
Filo in rame da 2,5 mm
1 – tubo in plastica diametro 5 cm
1 commutatore 1 via 11 posizioni

 
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